[ raccoglimi in gambi fino all'ora che ci unirà.
io nell'impazienza sboccio prima del tempo,
divoro gli argini sorpresi
e sono erbaccia da ammansire. ]
la pioggia è tornata e qualcuno mi ha cercato a torino e non c'ero. nei mesi sognonotte mi tendeva le ali e mi sentivo aquila e
non è abbastanza mi diceva. mi abbracciava perchè dentro di lui sapevo essere sterile e storpia.
un nido dimenticato. allora cantavo, coprivo la lebbra di sete e adesso ancora
mi cerca nella mia tana
non ne ha abbastanza, si vede.
non mi lusinga.
nell'assurdo gocciolare dell'ora mi faccio mancare l'aria ed ogni bene. ogni speranza.
l'aria in fasce di ∂T serpeggia dal bagnato chiassosa di macchine incuranti la turbano come scia di scafi in echi rotti la sento arrivare sporca di marmitta e mare nervoso aggiungo un altro taglio al corpo che chiede di aprirsi per liberare il nero che sale proprio come questa città inferocita e distratta.
vorrei vederli fronteggiarsi come in un maestoso quadro futurista.
un cane lontano sembra il vigile il vigile cane sì lui lo ha notato quanto è disfonica la sera se è agosto che muore affogando e non arso dal sole.
il mio quadro procede bene è una buona intenzione in fiore rigoglio è il tuo sorriso che ti avevo promesso iniettato da mano maldestra ma dammi una notte ancora per raccontarti per intero filare le parole in tela ancora una volta sfaccettarti approssimarti modellarti ridurti in severo spazio cosciente quadrato finito negarlo imprigionarlo fermarti come farfalla meravigliosa ostentarti ucciderti averti
immobile mio eterno morire
pensare all'addio
richiedere oblio
marciare
su
dio
attaccare
staccarmi
da un capo all'altro del golfo ho ridisegnato l'estate come volevo io
e chiamato il sole,
punta licosa le sirene di ulisse ci hanno assordato dalle falesie
sotto terra telluriche mascherate e alberi tra le onde
davide sott'acqua mi sorride cogli occhi
"sembri un pescatore di perle del pacifico" quello lo fanno le donne mi dice
e mi tira giù
la tela bianca, sulla sedia
tra i regali di natali e compleanni mescolati
ti ci infilzerò se ci riesco
con tassidermica dedizione
per purgare questa in_coscienza
i should have turned the conversational chill on you
non lo so_no
il tempo va via
non mi porti
e me ne sto a mollo
della costa azzurra dei ricordi patinati e lucidi
cosa direi il sole tiepido il cielo spento
mi piace l'acqua calma di fondi ghiaiosi grigi
di amalfi
la casa arroccata gli scogli la luce feroce
al mare il male
snocciola vili gesti sospesi
a budapest non ci vado più
i soldi mi hanno arrestato in veneto
triste come vacanza forzata
mi resta solo fare il morto
nel cuore a galla
è come ricacciarsi dentro tutto
occludere i sensi
fuori solo freddo
e silenzio
il tempo si accartoccia
e io lo crocifiggo come un bambino insolente
una lucertola
sono pronta a partire
budapest
Cresta iliaca sinistra
DAED
danzare l'arancia
em_agine
la fata di carta croccante
labirinto armonico
Lo Scarabeo di Eva
orsarossa
papoff®
quest'uomo è un genio
shaista*
TaKK...
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