[ raccoglimi in gambi fino all'ora che ci unirà.
io nell'impazienza sboccio prima del tempo,
divoro gli argini sorpresi
e sono erbaccia da ammansire. ]

la cucina è sfatta e passi ancora sfumano dalle scale.
e io ho un guaio fresco fatto, un desiderio-lampo
visto che a fine settimana vado via.
in realtà fa caldo anche se è nord e io mendico nicotina a una bustina gialla racimolando le briciole. di domenica non si fuma qui. il taboulé era buono.
ti ho rotto il cazzo ma non abbastanza da capire la divergenza e devi avere pazienza, una sigaretta rullata dura di più di una normale.
non sai giocare a nascondino. non vale. fanculo.
sei una razza di realtà alternativa in cui sono scivolata e persa.
ti penso come il catrame che sto aspirando ed è tutto. una piccola dose di veleno.
stasera mangi la pizza con me nella casa slovacca? se avessimo un piano jirka suonerebbe slavonic dances pour retenir la nuit. ieri ho dormito nel bus pleine lune su domenico. nell'incavo del collo raggomitolata. chiusa nei suoi occhi grandi.
gli addii non sono il mio forte. avrei giaculato un eterno ritorno come soluzione estemporanea.
e l'aria è calda e dolce come una sconfitta.
induce calma rinunciataria e sere malinconiche. la pioggia allungava le birre per lasciarci illudere. prolungare gli attimi.
ti vedevo nel riflesso dorato, con le mie parole raggrumate e intemperanti, sul ciglio del labbro. ho tenuto il respiro per mesi. adesso che sto morendo un po', senza senso, le lascio andare. ti lascio qui.
e mando a puttane il tuo desiderio di me, la sintonia e la strafottenza che satura i coglioni. la sottile anarchia dei tuoi pensieri che mi provocava. gli accenti regionali. l'entusiasmo barocco e fatuo con cui mi hai aggredito. vorrei una mela verde e sentire annarella la notte in repeat come quando avevo diciassette anni a venezia. tornare di nuovo al limite asintotico. tenere in mano lo scarto.
poter bere birra al mattino con i tedeschi per sempre.
insegnare l'italiano a tutti, le parolacce.
vederti. ora.
c'est pas nous qui sommes à la rue,
c'est la rue kètanou!
su tre gambe, la sedia sbilenca
rantola
tre gambe sono sufficienti mi dico
mangio quel poco
aspetto il cambiare del vento
questo template è troppo loffio. credo sia a causa di ciò che qualcuno mi abbia tolto il saluto e inserito nella ignore list di messenger recentemente.
Cresta iliaca sinistra
DAED
danzare l'arancia
em_agine
la fata di carta croccante
labirinto armonico
Lo Scarabeo di Eva
orsarossa
papoff®
quest'uomo è un genio
shaista*
TaKK...
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