[ raccoglimi in gambi fino all'ora che ci unirà.
io nell'impazienza sboccio prima del tempo,
divoro gli argini sorpresi
e sono erbaccia da ammansire. ]
un tavolo patchwork di tempi andati e volti rinnovati.
e io a parlare con chi avevo ignorato per anni.
ad ogni sigaretta si cambiavano i posti, per uscire.
le direzioni dei discorsi si intrecciavano.
la serata degli ex poteva essere, mancava il mio.
la non simmetria sfumava le aspettative e gli imbarazzi.
in fondo una famiglia allargata alla woody allen.
mi è piaciuta. domani non sarò sola all'aeroporto.
ma.
chiaramente lo sapevi che stavo ancora a salerno.
e sono già in ritardo.
pensavo di colmare una mancanza con una canzone in loop.
in questi momenti e non lo sai
ti valuto con l'importanza di un biglietto d'autobus
usato.
e me stessa invece come quella esotica madre di tonio kroger, malinconica ed alienata.
la bellezza di questi luoghi non possiederai mai nella maniera in cui informa me, in silenzio, in ogni momento, come l'acqua mormorante di innisfree.
i will arise and go now,
i don't wanna go alone
come partire e non avere nessuno che ti aspetta
a caselle, alleventitré
come un ragazzo bellissimo che ha passato le selezioni a destinazione neapolis e tu non puoi suonare con lui perchè sei in francia.
ma questo non c'entra.
"muori".
la cornetta muta constatava l'addio brusco,
tre lacrime hanno fermato con calma le mie percezioni di questa notte.
e forse meglio così.
un biglietto d'autobus usato.
(se non lo perdo)
stanotte ho sognato il padre di davide che mi versava il vino a tavola.
e io fradicia di pioggia estiva.
nella sua casa, uguale, ma inserita in cortine francesi.
ogni riferimento, mi sforzo di pensare,
è puramente casuale.
ho solo pensieri senza forma a logorarmi la testa.
fuck the pain away.
oggi ho messo scarpe comode per camminare, e ho appuntamento con la nemesi all'una per ricostruire di passi Napoli.
Napoli. skip track.
skip track. oggi non ammorbo nessuno.
chi non ha capito un cazzo "si legga" pasto nudo.
perchè davide mi avvelena il sorriso
con le sue stupide femmine
di supporto ideologico
all'insoddisfazione perenne
come carburante esistenziale
e mi lascia a fissare il vuoto se lui non c'è
dopo avermi ogni volta
cercato volpe avida
e lo so che ogni volta
mino i suoi passi con le parole
franziska l'ho uccisa io
prima di immaginare
prima del tempo
una serata intera hai
giocato a corteggiarmi
solo per gli astranti
mi litigavano in troppi, ed
ero poca
allungata con alcool
mi potevi dar fuoco e brillarmi
-pochi minuti ci ritagliamo
in francese inventato mi rispondi
t'a laissé tomber quelqu'UNE
dove ti nascondevi,
in selve di dita frapposte-
i nostri incontri sono ormai per tutti
poesie in canoniche forme metriche,
tu che vieni a prendermi ed io
che faccio tardi alla mia festa di compleanno
tronfio dimostri di avermi rapito
mi cerchi
mi cerchi
mi cerchi gli occhi in nero
di evocate lacrime e notti in ronda
geloso di chi è geloso
che pasticcio questa festa
di ruoli, ire e intenzioni
come un piccolo chimico del cazzo faccio esplodere ogni pazienza
messaggio coram populo
ieri era il mio compleanno. ho invitato una marea di gente a casa di un'amica ignara che mi ha detto "si facciamo la festa insieme"
non ho preparato niente da mangiare, non ho accattato alcool. io vado lì con la mia chitarra scordata che non suono da sette mesi e la mia bella faccia di cazzo. ahaha
mi spacco un po' le OO
in questa notte di lampioni gialla centro storico in cui la scrittura dilaga e non ho spazi in cui arginarla
come olio profumato marchia il territorio buio che si estende sfilacciandosi a mano a mano che gli occhi si abituano al tenore,
satie mi parla di addii leggeri e di come, tornata, sarà brutto vederti andare allo stesso modo, come me, come altri, e come addii
e di come gli addii siano diventati melanconici leitmotiv-
e privazioni come carestie tentino di rinforzarmi o abbattermi del tutto,
e di come possa, per quietare l'animo, ridurre ogni giravolta a un'uscita di palco, brusca o perfetta a seconda dello stile dei passi
e del colore degli animi
esacerbati e laconici
e in questo momento potrei dire che tutti
entrate e uscite da quinte su cui io la stella ho sempre il posto per l'ombra proiettata,
e come galassie in moti reciproci insieme siamo universi danzanti senza apparente equilibrio nel buio come faci
come faci i vostri occhi stretti
napoli
le mie scarpe rosse e
il quadro nel finestrone rinascimentale io
in piena luce e
lui, tizzoni nella notte
controluce gli occhi affondano
come un regalo, mi gira intorno
fa curioso un giro completo osservandomi
mi alza le mani, le gambe dei pantaloni,
sorridendo
le mie scarpe rosse nuove
mordicchia l'attesa sul labbro
scoprendo un sorriso
[ e non te ne andare, stai un po' con me ]
resta con me
come quella volta che disse
lo disse
voglio dormire con te
ho paura
salerno
possa io mai dimenticare
questa madre città spiegazzata dal vento
e le sue vie che nel ventre,
lungo la linea dell'acqua semprecanta
poco discoste,
ora come sempre conducono a casa.
torino avevo da dire qualcosa
ma nella stretta delle braccia miele caldo colante
nelle notti di natale che ci ritagliamo ogni volta
tra stelle cadenti
e fiotti di luce
tutto è scivolato come sogni meravigliosi.
cadecomepioggia
questa musica
che non riesco a dividere, sezionare
la mia lente divergente per viaggi troppo mattutini
come un discorso di matematici russi che affrontano l'infinitamente piccolo
sciatti e suadenti
come dimenticarsi di mangiare fino alle otto di sera
e ricordarsene sul vesuvio dove la terra mangia il cielo
ed emette poesie gialle sul ciglio della strada che finisce
e ieri a fare la scema nel tramonto in macchina con le mie amiche
mi sono ricordata
ieri senza aver dormito, mangiato
quei libri che dicevi, e io non mi stancavo
la maniera nervosa di pulire il piatto alla fine col pane
e le sigarette che mi scroccavi dopo avermele comprate
Cresta iliaca sinistra
DAED
danzare l'arancia
em_agine
la fata di carta croccante
labirinto armonico
Lo Scarabeo di Eva
orsarossa
papoff®
quest'uomo è un genio
shaista*
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