sanstitre

[ raccoglimi in gambi fino all'ora che ci unirà.
io nell'impazienza sboccio prima del tempo,
divoro gli argini sorpresi
e sono erbaccia da ammansire. ]



giovedì, 31 marzo 2005

ho un cavaliere vigliacco che tentenna nel rapirmi alle foreste pietrificate che disegno, io sola, incorruttibile, mai svelo la via dei labirinti progettati.
ho un cavallo vigliacco che ritrova le sue orme e finge di seguire un geniale filo d'arianna mentre scappa dal minotauro che lo cavalca. un gatto che si insegue la coda.
ieri sera mangiavo stelle cadenti sperando di illuminare gli occhi. in auto il silenzio di tagliava con coltello e io spedivo messaggi in bottiglie telematiche, messaggi splatter di macabra definizione, entrate di labirinti. che prego accettate.
scarnificati i sogni, ci rimane sottrarre le differenze, e ci annulleremo.
con denti velenosi ho spolpato ogni centimetro di quel corpo fiorito in carne anarchica, che si ispessiva mese dopo mese nella mia disapprovazione. quel corpo ipertrofico, ormonale plastiginnastico di gomma perfetta bigjim style. ho sognato di trovare le giunture, le tracce delle saldature di due metà, l'etichetta.
adesso non posso seguire le ossa nei profili le costole, le clavicole deliziose. non che prima fosse solo questo, no.
ispessito duro guscio opaco non mi parla, non mi parla più. l'ho fatto sentire ingombrante, lui che da sempre era meno, privazione, magrezza.
con denti velenosi ho contaminato l'apparente equilibrio.

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a casa di davide si parlava di etimi, di letteratura a tavola.
a casa di marco toujours la palestra, i muscoli, la ginnastica.
io sto zitta, ai margini dell'attenzione. mi mordo le labbra in un angolo.
spero di sentire dolore.

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coffee and cigarettes

mercoledì, 30 marzo 2005

ho una borsa grande per nascondermi e occhi da gatta per resistere al buio

e stelle che mi cadono dalle tasche e le parole

sospese

riempiono il vuoto annaspando

ieri ho sognato di me come un gatto in bottiglia

finta e commiserevole

sapevo fare le fusa all'occasione

 

en cas d'urgence gardez votre sang-froid et brisez le verre.

PIù FORTE.

l'ora d'aria a torino sottovuoto instupidisce e logora.

 

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martedì, 29 marzo 2005

gabrieleéincazzatoconme

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coffee and cigarettes

lunedì, 28 marzo 2005

mi guardava.
occhieggiava dai boudoirs. le tendine tirate. i vetri celati da riflessi.
sporca e umida la strada, e senza trucco. giorno di festa visita a sorpresa.
senza trucco.
appena spruzzate le strade di pioggia la notte.
a nessuno disse di noi amanti.
fingeva che io fossi straniera.
fingevo di prenderla con noncuranza.
l'emozione da stemperare nel passo.
fino al cuore. raggiungerlo, quel cuore pulsante, tra le viscere.
sentire ancora quegli odori. il marchio dell'identità. la differenza.
ad ogni angolo dissotterrare i ricordi dell'esule. ad ogni passo.
fingevo non importasse. un giorno per guardarla forte negli occhi.
e tornare al buio.

parigi, 27/3

avrei voluto che tu mi facessi un vestito di carta di tue parole intessuta a proteggermi

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sabato, 26 marzo 2005

in guardia
danzi sugli spilli e
a passi alterni
ci sporgiamo
sempre più

per provare a dire
e forse ti sciogli
-ti ci vuole calore?!?!?-
insieme
formulare il senso
di meccaniche inusitate

capovolti osservare
quello che cambia

capovolto è un sorriso
la smorfia triste dell'insoddisfatto

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venerdì, 25 marzo 2005

"la distanza che ci tiene è un laccio che stringe"
dicevo
e a poco a poco
allenti e scivola come stoffa leggera

ti dicevo e ora

la consapevolezza che finirai tra le cose che lascio in francia

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giovedì, 24 marzo 2005

tutto lo spazio di verità gracchiante
che mi raggiunge in un segnale disturbato

oltre lo specchio
gli oggetti iniziarono a parlare

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mercoledì, 23 marzo 2005

è matematico. gaia la fashion victim d'oriente
(bari)
mi rivolge la parola solo se la mattina mi sono pettinata.
vita lionese...

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coffee and cigarettes

lunedì, 21 marzo 2005

licenziato
mi dondoli le ossa nella carne
il respiro del movimento_
il cranio disegni in dita ritmiche

ieri_il sole_le cosce nude nella gonna_
i capelli annodati_ridi-sembro una zingara_
i sandali il 17 marzo_
torino ha scheletri di alberi radici del cielo
_su sale addensandosi_
in azzurre volute_tiepido

potessi sfondare questi quadri scialbi

bizzarro il mio voler sentire a squarciagola
se i miei occhi non sanno spiegare la pianura
_a perdita d'occhio le mie grida all'orizzonte_
filtrate_solo quinte di alberi soffuse

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j0in




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dr0pS

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